Emilio Tonelli

"se sei inattivo mostra movimento, se sei attivo mostrati immobile" - L'arte della guerra (Sun Tzu)

GNOME o KDE4.2: le mie impressioni

Da qualche settimana ormai è stata rilasciata la release 4.2 del noto Desktop Environment KDE. Molto attesa, direi, e le aspettative degli utenti su questa prima vera release rilasciata “alle masse”  erano molteplici. Devo ammettere che sbirciando nei vari screenshot qua e là in rete il capriccio di provarla non mi abbandonava.

Da diversi anni utilizzo ormai il DE made piedone (GNOME) di cui apprezzo la ineguagliabile “pulizia” e semplicità abbinate ad una ampia ricchezza di funzioni (esistono altri DE ancora più semplici e puliti, ma che a mio parere, poi,  sacrificano funzionalità ed automatismi). Ok, magari qualche screenlet non è proprio il massimo, graficamente parlando,…così, senza tradire il “piedone” ho voluto fare una prova e vedere cosa effettivamente spinge la gente a far tanto rumore per questa ultima, fantasmagorica, KDE.

Bhè…che ci crediate o no…la mia esperienza con KDE 4.2  è durata meno di 4 ore…in tutto, compresa l’installazione. Attenzione: non voglio ora sminuire l’enorme mole di lavoro che il team di sviluppo KDE ha condotto e sta conducendo quotidianamente, ma obiettivamente…non c’è paragone con la GNOME, almeno al momento.

  • instabilità generale: soprattutto con gli effetti grafici abilitati e nelle versioni “stable” associate a Kubuntu (utilizzando i repository appositi) spesso ho ottenuto crash sparsi (componenti di KDE, servizi,…)
  • knetwork-manager, a causa del backport alla release precedente, non risulta completamente integrato nel DE e spesso non funziona e va in crash
  • in generale molte applet non sono ancora perfettamente integrate graficamente, rendendo l’aspetto “generale” non molto coerente
  • konqueror…qui non voglio commentare…ma perchè non fare qualche sforzo in più per rendere coerente l’aspetto grafico di Firefox al posto di usare questo browser multifunzione (può essere utilizzato anche come file-manager) ? Personalmente non l’ho mai potuto digerire…
  • “personalizzabilità”: troppa, decisamente troppa. Non ho mai capito perchè KDE ha deciso di offrire all’utente la possibilità di cambiare qualunque cosa dell’aspetto grafico, utilizzando una marea di opzioni, pulsanti, menu e sotto-menu… Onestamente: quanto è bello il pannello delle preferenze aspetto di GNOME ?!?!
  • l’interfaccia, a mio parere, è troppo confusionaria.

Certo, esteticamente le icone sono molto curate, effetti glow e crystal un pò ovunque, ma sinceramente non vedo il motivo reale di tanto rumore sull’uscita di questa nuova versione del desktop del caimano. Sotto il cofano del nuo DE ci son stati enormi cambiamenti che però ai più rimangono nascosti o impercettibili (riuscite ad immaginarvi mentre spiegate ad un nuovo utente che sta migrando verso il pinguino “sai la nuova KDE implementa le librerie QT, bla bla bla”). Molte delle funzionalità implementate in KDE son già disponibili in GNOME e la semplicità di GNOME è disarmante. Ho collezionato in questi ultimi anni una serie di esperienze con utenti neofiti (completamente a zero, parlando di informatica in generale e che non avevamo mai lavorato neppure su Windows) ed il risultato è stato d’impatto: dopo aver provato entrambi i DE, gli utenti non fanno altro che chiedermi di sistemare e lasciar loro GNOME… “spiandoli” mentre lavorano posso notare come queste stesse persone, autonomamente con GNOME riescano anche ad imparare funzionalità anche complesse. Navigando nei menu. Provando.

A volte, io stesso ho riscontrato lentezza a capire alcune dinamiche all’interno di KDE…non riesco a intuire o “al volo” ricordare dove si trovano certe impostazioni…

Ora, i gusti son sempre personali, ma credo che parlando di Desktop Environment bisognerebbe molto focalizzarsi sugli aspetti di usabilità, come percepita dall’utente finale e, possibilmente, alle prime armi. Diversamente, continueremo a sfornare DE dagli effetti strabilianti, instabili, e “pesanti” per l’uso quotidiano e l’utente inesorabilmente dopo un pò si stancherà…

Parafrasando una frase di un mio collega: il “fatto meglio”, a volte, è nemico del ” fatto bene”.

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Una risposta

  1. Claudio scrive:

    Purtroppo hai ragione. Io adoro le applicazioni KDE, il fatto di poter fare tutto, la grafica curata, le librerie qt, i plasmoidi, la gente di KDE e tantissimo altro.
    Però ho riscontrato anch’io esattamente lo stesso fenomeno sui neofiti.
    Le tante opzioni sono un pregio, ma non vanno snocciolate così. L’interfaccia va curata di più dal punto di vista dell’usabilità. Peccato perché GNOME è molto carente dall’aspetto grafico

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